Oggi il Presidente della Repubblica ha inaugurato l’anno accademico dell’Università del Sannio di Benevento.
 La lectio magistralis non è stata tenuta un professore, ma da quattro “ricercatori” (sostantivo utilizzato da Mattarella).
 Io, che sono per natura curioso, ho verificato il loro grado di affiliazione accademica.
 Sono, per la verità, dottorandi di ricerca, i primi tre del XXXIII ciclo (il mio: significa che abbiamo iniziato nel 2017) e l’ultimo del XXXIV (2018).
 L’avv. Antonio Panichella (classe 1985), dottorando di ricerca in Persona, Mercato, Istituzioni, indirizzo diritto privato, ha tenuto una relazione su solidarietà costituzionale ed obbligazioni plurisoggettive.
 L’ing. Sofia Principe (classe 1989), dottoranda di ricerca in Tecnologie dell’Informazione per l’Ingegneria, ha tenuto una lezione magistrale sullo sviluppo di tecnologie innovative in fibra ottica per la lotta al cancro.
 Il dott. Giuseppe Ruzza (classe 1986), dottorando di ricerca in Scienze e Tecnologie per l’Ambiente, ha parlato di nuove tecnologie per la mitigazione dei rischi geologici.
 Il dott. Pierpaolo Scarano, senz’altro più grande dei primi tre, dottorando di ricerca del XXXIV ciclo in Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e la Salute, ha affrontato il tema della sostenibilità nell’industria agroalimentare.
 Sono molto felice che il Presidente della Repubblica li abbia definiti “ricercatori” e faccio i miei complimenti a chi ha avuto l’idea di coinvolgerli in questo modo nell’occasione più solenne della vita universitaria.  
 Mi auguro che questi miei colleghi, di 4, 7 e 8 anni più grandi di me (e l’ultimo ancora di più), tanto apprezzati dal Capo dello Stato, possano trovare una collocazione nell’Università italiana.
 I dati, però, dicono chiaramente che molti di noi vengono assorbiti dalle Università straniere: è solo su questo dato che invito a riflettere chi legge queste righe.
 P.S.: potete verificare online a quanto ammonti la borsa di studio di questi “ricercatori”/dottorandi di ricerca. Se non lo trovate, chiedete pure a me.
 *
 “… questa bella formula di far fare tante, diverse, brevi lectio magistralis ad alcuni ricercatori. Vorrei ringraziarli: l’ingegnere Sofia Principe, il dottor Ruzza, il dottor Scarano e l’ultimo ricercatore, il dottor Panichella, che ci ha illustrato così bene questo versante importante dei legami tra economia e diritto.
 Ci hanno presentato una realtà di profondità di ricerca, di capacità di elaborazione …
 Ecco, i quattro ricercatori ci hanno indicato un percorso, in tanti diversi settori, di approfondimento e di ricerca.
 Io vorrei sottolineare tre elementi che emergono dai loro interventi: quello del livello di capacità di approfondimento; quello della interdisciplinarietà … che si diffonde sempre di più recuperando il senso dell’unicità del sapere in tutti i nostri atenei, e non soltanto nei nostri, ma in tutto il mondo.
 Le interazioni che sono state indicate nel primo intervento – tra medicina, ingegneria, chimica, biologia – sono evidenti. E apprendere che è in fase di realizzazione un prototipo che consente diagnosi e cure tempestivamente in quel settore così rilevante per la nostra convivenza, che è quello oncologico, è davvero molto importante. Così come l’interazione tra geologia ed elettronica per monitorare eventuali rischi di frane.
 E anche quell’interessante intervento che abbiamo ascoltato sull’utilizzo di quelli che sono erroneamente definiti ‘scarti del ciclo agro-alimentare’, sottolineando così due grandi valori: quello del riutilizzo delle materie prime seconde – come è giusto dire, come è stato ricordato – e quindi quello di un’economia sostenibile sempre di più; e dall’altro di come a questo si abbini una quantità di risorse economiche 
 L’economia sostenibile è farsi carico che il limite e l’esigenza di difesa del clima non sono un freno all’economia; al contrario, stimolano risorse e sono un motivo di crescita per l’economia. Così come, infine, il rapporto collaborativo, di intersecazione che vi è tra diritto ed economia.
 Tutto questo ha dato, con queste quattro relazioni, il senso pieno dell’attività universitaria di questo Ateneo: approfondimento, trasmissione di cultura, indirizzi. Ed è l’ultimo elemento che vorrei sottolineare: le conseguenze di arricchimento economico e di crescita che questo comporta.
 Quando l’ingegnere Principe ci ha detto ‘da questo deriva, può derivare e deriverà certamente una sollecitazione imprenditoriale, deriverà certamente una formazione di personale altamente qualificato, deriverà quindi crescita’ sottolinea il ruolo che la cultura e le Università esercitano per la crescita economica, sociale e civile del nostro Paese” (Sergio Mattarella, Benevento, 28 gennaio 2020).

 28 gennaio 2020
 Gian Mario Aresu